Non c’è più religione
giugno 4, 2010
Michele è per tutti l’omino degli HotDog. Colui che infesta ed inebria allo stesso tempo le strade della città, con l’odore bruciato di cipolle. Le sue, probabilmente, sono le cipolle più cattive della notte. Quelle che si attaccano al palato come alpinisti e rimangono lì per un paio di giorni.
Quell’anonimo omino degli HotDog mette, ogni volta, una firma ai tuoi gusti, nel tuo sesso orale e nei caffè dell’ufficio dopo la pausa pranzo. Ogni notte prepara il suo banchetto, fa l’inventario degli ingredienti e per le strade scure e veloci della città insegue le dance floor più ambite del momento. Lui serve enormi salsicciotti ricoperti di crauti a sensuali donnicciole ormai sempre più simili a delle prostitute di vecchia data. Ma tutti sanno che non ci son più le battone di una volta. Donne stanche morte con i loro tacchi nelle mani e con i piedi nudi sull’asfalto sporco e crudo. L’uomo degli HotDog per una strana legge di natura, nelle notti brave, diventa sempre il tuo secondo pusher di fiducia. Prima passi da quello per l’erba o per le paste così che tutto diventi uno sballo indimenticabile e poi come ogni volta cerchi di riempire i tuoi vuoti con un sudicio panino ricoperto di ketchup. Sembra, ormai, che il divertimento possa essere riassunto in questa semplice alchimia di vuoti e pieni. Svuotare, riempire. Prima immergessi nella folla e far finta di sentire il ritmo della musica e poi dopo cercare la sicurezza nelle cose semplici. Un fottutisimo HotDog per l’appunto. Ormai gli è nettamente chiaro che riuscirà a salvare molte più anime placando la fame chimica piuttosto che ascoltare inutili confessioni e dare la comunione ai vecchietti ogni maledetta domenica. Michele era un prete ora è un pastore.
http://farm4.static.flickr.com/3319/4627223795_c142a3f1b1_o.jpg