Finzione

novembre 9, 2011

Odio il modo in cui mi guardi, il modo in cui rubi il mio mondo, le mie insicurezze e le fai tue. il modo in cui catturi la mia attenzione il mio imbarazzo. Odio i tuoi occhi, è come sprofondare negli abissi eppure riuscire a respirare.
Odio il modo in cui mi parli, la tua voce, la tua bocca, il tuo sorriso che mi riporta a sensazioni lontane…quasi come potessi provare di nuovo il benessere di quando si è bambini…quella sensazione di sicurezza, dove si era felici per le cose vere, per le cose semplici…qualcosa che riporta indietro alle cose belle…quelle che di solito dimentichiamo con naturalezza ma che sono state le migliori per noi, di quelle che abbiamo celate nel cassetto dei ricordi e che non ritroveremo mai se non nella memoria, o nel tuo sorriso.
E odio le tue mani, la tua sicurezza, il modo in cui mi sfiorano…si prendono quasi gioco di me, mi tengono stretta e non mi lasciano andare via, potrebbero accarezzare una tigre e renderla docile.
Ti odio perché rendi come un sogno fluido ogni stagione dell’anno, perché con te l’inverno è diventato il mio periodo preferito…il giorno in cui ti ho incontrato non ricordo il freddo che faceva, solo l’emozione, il calore del nostro primo contatto.
E se è vero che sono una persona contraddittoria, una lunatica, una pazza. La verità è che amo ogni piccola parte di te. I tuoi occhi, la tua bocca, le tue mani. E nulla mi impedirà di godermi ogni piccolo secondo della tua essenza.

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